Vigneti a spalliera potati in inverno davanti alle case di San Marzano di San Giuseppe, in provincia di Taranto
Vigneti a San Marzano di San Giuseppe — foto: Asia · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Tra Taranto e il Salento si stende una delle zone vinicole più conosciute della Puglia. Qui il protagonista è il Primitivo, un'uva a bacca nera che dà rossi intensi e, nella versione dolce, un vino da fine pasto. Se durante la vacanza pensate di visitare una cantina, qualche nozione di base vi aiuterà a leggere le etichette e a fare le domande giuste.

Un vitigno dal nome curioso

Il nome deriva dal latino primativus e richiama la maturazione precoce: secondo la tradizione, nel Settecento un ecclesiastico notò che quest'uva maturava prima delle altre, con grappoli particolarmente scuri e dolci. Le ricerche genetiche hanno poi mostrato che il Primitivo condivide il DNA con lo Zinfandel californiano, a conferma di una storia che ha attraversato il Mediterraneo e l'oceano.

Un chiarimento utile: "Primitivo" indica la varietà d'uva, che si coltiva anche in altre regioni. Ciò che lega il vino a questo territorio è invece la denominazione di origine.

DOC e DOCG: le due facce del Primitivo di Manduria

Sotto il nome di Manduria esistono due denominazioni, tutelate dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria:

  • Primitivo di Manduria DOC: vino rosso ottenuto da uve Primitivo per almeno l'85%. Il disciplinare prevede anche la tipologia Riserva, con un invecchiamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 9 in legno.
  • Primitivo di Manduria Dolce Naturale DOCG: riconosciuta nel 2011, richiede uve Primitivo al 100% e un vino dolce, con un residuo zuccherino di almeno 50 grammi per litro, che non può essere messo in commercio prima del 1° giugno dell'anno successivo alla vendemmia.

In pratica: il primo è il rosso da accompagnare ai pasti, pieno e strutturato; il secondo è un vino dolce da gustare con calma, in piccole quantità, magari con un dessert o a fine serata.

La zona di produzione

Le uve provengono da vigneti delle province di Taranto e Brindisi. Sul versante tarantino la zona comprende Manduria e diversi comuni vicini, tra cui Sava, Maruggio, Avetrana, Lizzano, Fragagnano, San Marzano di San Giuseppe, San Giorgio Jonico, Carosino, Monteparano, Leporano e Pulsano, oltre ad alcune parti del comune di Taranto; sul versante brindisino rientrano Erchie, Oria e Torre Santa Susanna. È un paesaggio agricolo di pianura, tra vigneti e uliveti, che dalla campagna si allunga verso la costa ionica.

Non solo Primitivo: le altre denominazioni del Tarantino

La provincia di Taranto conta anche altre DOC, utili per ampliare l'assaggio:

  • Lizzano DOC: bianchi, rossi e rosati, con un ruolo importante del Negroamaro.
  • Martina (o Martina Franca) DOC: vini bianchi da uve come Verdeca e Bianco d'Alessano, legati alle colline della Valle d'Itria.
  • Colline Joniche Tarantine DOC: tra le denominazioni più recenti, istituita nel 2008, con bianchi, rosati e rossi da vitigni come Verdeca, Chardonnay, Primitivo e Cabernet Sauvignon.

Il territorio rientra inoltre in denominazioni più ampie come Aleatico di Puglia e Terra d'Otranto, e nell'indicazione geografica tipica Tarantino IGT. A tavola, con i piatti di mare della città raccontati nella guida alle cozze tarantine, molti scelgono proprio un bianco o un rosato del territorio.

Consigli per la visita in cantina

Molte aziende della zona accolgono visitatori, ma di solito è necessario prenotare: contattatele in anticipo per conoscere modalità e disponibilità. Qualche accorgimento pratico:

  • Decidete chi guida prima di partire: in degustazione i bicchieri si moltiplicano in fretta.
  • Il Primitivo è tra le prime uve a maturare e la vendemmia arriva verso la fine dell'estate: è un periodo affascinante ma impegnativo per i produttori, quindi informatevi sulle aperture.
  • D'estate non lasciate per ore al sole, in auto, le bottiglie acquistate.
  • Chiedete di assaggiare sia il Primitivo secco sia il Dolce Naturale, per coglierne le differenze.
Da sapere: sull'etichetta cercate la dicitura della denominazione (DOC o DOCG) e il riferimento a Manduria: la parola "Primitivo" da sola indica la varietà d'uva, non l'origine del vino.

Una gita tra i vigneti si abbina bene a una giornata a Grottaglie e nella Terra delle Gravine o, d'estate, a una serata a Martina Franca durante il Festival della Valle d'Itria. Al rientro, all'Appartamento MA.GI.A potete contare sul parcheggio privato gratuito: comodo quando si torna con qualche cartone di vino nel bagagliaio.

Dopo la cantina, un rientro senza pensieri

L'Appartamento MA.GI.A, in Via F. Crispi 54 a Taranto, ha parcheggio privato gratuito, aria condizionata e Wi-Fi gratuito, per 5 ospiti e fino a 7 su richiesta.